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E aghi di inquietudine mi bucano l'anima alternando vampate di gioia
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June 27

Sei la saltellante e danzante merda del mondo

 
Non ho altro da aggiungere.
 
June 24

Non ti preoccupare del fatto che il mondo possa finire oggi; è già domani in Australia

Io sarò.
Dentro tutte le parole del mondo. Dentro tutti gli spigoli più taglienti delle città.
C’è il sapore del sangue nella tua bocca quando pronunci il mio nome.
 C’è il colore del sangue nella tua testa quando pensi a me.
A mio modo, ho ucciso un po’ di tutti, sperando di vederli rinascere
con l’essenza di me inglobata nel centro – precisamente al centro –
Anche se hai sperato di vomitarmi via, qualcosa, nel centro, rimane sempre,
fosse anche una patologia.
In tutti i suoi disastri, in tutte le sue gioie, era pur sempre un pezzo di me,
 quello che ha vissuto nei lembi del tuo copro addormentato e che adesso se ne va.
Sconfitto.Avrai la tua vita, avrai la tua storia, avrai più sogni e meno certezze
e di questo ne sarai felice.
È facile sparire dal mondo quando di te c’è solo te.
Il difficile è quando di te c’è n’è un po’ di tutto, in tutto il mondo.
Rimarrà forse li dentro, spero, ancorato ad un polmone, il mio odore, e dormirà.

Un giorno tornerai da lavoro e ci sarà una pioggia leggera ad innaugurare l’autunno,
avrai più anni e meno parole, meno di adesso, avrai qualcosa, ma non sarà tutto.
Con l’umidità del tempo tornerà su, come quando sale il caffè.
 Sentirai che dentro di te, c’è ancora un po’ di me.
C’è un pezzo di profumo che non era andato via,
nonostante il dopobarba buono e il profumo di Katty.
Tirerai sul col naso. Io non lo so cosa penserai poi, questo non lo so.
 Morirò lì, mentre fai un passo in casa e saluti il gatto.
 
 
February 25

Io, Accia .

    
 
 
 
January 30

Bari del venti dicembre

Calze a striscie e 120 scale. Esco velocemente di casa come quei capi di stato che devono andare a sventare chissà quale congiura ordita contro sè stessi o contro il loro partito in pericolo newzelandese. Peccato che fuori dalla mia modesta casa, al centro di un modesto paesino pugliese ci sia un'ipslonedieci ricucita da vari meccanici e elettrauti finti pazienti ma truffatori, che mostra tutte le botte prese di notte nello spiazzale del cimitero quando mio fratello mi faceva guidare, macchina che ora mia madre usa per far asciugare d'estate il mio cane aprendo il finestrino e creando un effetto ventola, girando alle due di pomeriggio. Che mente buffamente eccezionale mia madre. I vetri della pillola rosso-bordeaux che mi trasporta sono trasparenti e di colpo mi sento vulnerabile. Si tratta di un uomo di potere poco probabile quindi. Non farei paura a nessuno così per strada. Fisso il cruscotto in plastica.Ed è incredibile. Anche se devo allontanarmi per non più di dodici ore da questo borgo pieno zeppo di manifesti pubblicitari stracciati di ottiche e pescherie mi faccio venire lo strano dispiacere pigro di farlo. Un dispiacere simile a quando di notte ti alzi e devi far pipì.E questo momento mi piace,lo ammetto,e cioè quando sono in macchina per essere accompagnata prima di partire per ogni dove. Mi accendo dentro l'interruttore della malinconia calcolata e poco utile e inizio a parlare a mia madre inghiottendo meno saliva e trasformando il mio tono in uno più femminilmente rauco,più composto, più elettronico. Metto persino la cintura di sicurezza forse con l'intento di essere presa in considerazione da una mamma assonnata, forse per farle scegliere un'ultima scena di me rispettabilissima nel caso in cui non ritornassi dal breve viaggio, in modo da darle un ultimo barlume di responsabilità. A pensarci bene qualsiasi cosa noi facciamo viene registrata dalle persone come un gesto riconoscitore. Anche il modo di prendere le posate a tavola, anche il modo di porre i gomiti sul tavolino quando prendi un caffè. O quando ti frizioni i capelli per attaccarli. Quel gesto di te gli rimarrà. Così in questo momento breve che mi gusto per bene prima della mia corta partenza ingiustamente mi costruisco un altro atteggiamento nel caso mia madre mi debba ricordare per il resto della sua vita. Alla fermata del pullman c'è un signore dai capelli rossi riccioluti e  dalla cravatta offensiva a quadroni verdi scozzese, un pò bassino come le dita tozze delle sue mani che strisciano su un elenco di nomi. E' il mio prof di inglese che ci fa l'appello. Poi c'è un ragazzo biondo poco rispettabile e non interessante da guardare poichè i suoi tratti sono anonimi, biondo e dalla pelle lucida che si forma quando il sebo adolescenziale della pelle sul viso viene a contatto con il freddo delle sei di mattina. Poi una signora poco elegante che tra un'ora e mezza sarà in una fabbrica per materiali edilizi. Non riesco a leggere il suo cartellino affisso al petto dove c'è il suo nome. Ne invento uno. Le affibio Lidia. Le sta bene. Io forse ero troppo impertinente con quei capelli rossi, forse mi sentivo di un trasgressivo poco azzeccato, ero troppo colorata, troppo intransigente e fluorescente, dato che i miei occhi facevano da contrasto inglese con i capelli porporei. Sgranchisco le ginocchia, scavalco un piccolo marciapiede ostile per entrare nel vagone. E incontro tutti i miei amici. Più o meno. Cerume e cuffie, mi ritrovo in un treno diretto ad un teatro inglese tutto blu e argentato, il 'Royal', che noi abbiamo ribattezzato 'Troial'. Ho dormito per tutto lo spettacolo e al mio fianco c'era una punk dal rossetto fuxia troppo evidente e dai capelli maschili e giustamente scuri e dalla giacca di pelle, e biascica popcorn come se fossero palle di miele. Me la faccio amica e giriamo per il centro del capoluogo pugliese fermandoci ad una specie di mini-casaristorante greca tutta colorata blu e bianca e a pianterreno, che lì chiamano Gyros. Dopo aver pranzato trasporto il mio alito pesante di salsette sconosciute nella libreria del centro. E vedo libri che non comprerò mai se non dopo aver finito di leggere quelli che ho. Nel treno al ritorno mi siedo accanto ad una biondina dal naso greco e dagli occhi spioventi e malandati per via della stanchezza. Un ragazzo dietro mi chiede una gomma da masticare. Ne avevo altre due in borsa.Ruminando con alito alla menta gli dico che non ne ho. Ho voglia di Vasco Rossi nelle cuffie. Chiedo a chi me le assicura di metterne le traccie. Mi sento sfruttatrice della ragazza greca.La ragazza biondina annuisce. Partono i Linkin' Park.. Inizio a cantare a squarciagola. Lo stesso. Nella vita in fondo non vuoi mai quello che desideri.
 
 

December 04

'caos calmo' / puzza di fritto / Piazza di Spagna / mani / sangue / Roma .

Capelli unti da San Nicandro Garganico. Avevo pensato ad una chiusura di classe per questo blog.
 Detto sinceramente manco avevo pensato alla chiusura di questo blog. Mi sento sempre
 più Sgarbi. Le batterie dei Coldplay e la voce a cioccolata del tizio dei Coldplay rimbomba al quarto piano
di una casa modesta e tutta colorata salmone. Avrei dovuto pre
parare una pagina perfetta per la fine di questo diario ma ho deciso
di scriverlo tutto sgangherato, senza una vera riga, trasandato
ma così cazzutamente perplessante, un pò tragicomico, alla fine è come i cartonianimati
giapponesi, il mio blog è stato fin'ora brutto e disegnato male ma raccontava una storia in qualsiasi caso.
In tre anni di blog qui è stata un pò casa mia. A proposito...colgo l'occasione per dirvi
scusate se a volte vi ho fatto trovare i panni sporchi sulle
scale o se a volte non vi ho cucinato parole per mesi. Forse
non dovrei nemmeno andare via di qui , forse mi basterebbe solo pulire.
 
 
 
ascolto  :   californication  /    RHCP
Sharon  :   forse un pò vi mancherà.
 
 
 
 
Casper .
November 17

Scrivere dopo che si è letto Woody Allen ti fa sentire come se bevessi della gatorade dopo un Triskelè

 
 Scusatemi i capelli rossi e l'assenza. Scusatemi anche le pantofole giallosenapedicanguro, australiane. Non so perchè mi do l'idea di Sgarbi. Ho bevuto il caffè. (Non lo bevo mai). Ascolto da 78 minuti una canzone molle degli Smiths che mi fa schifo. Prurito momentaneo al gomito destro. Non ho studiato Verga. (shalallalalala)
 
(15.23)ChEf De PaRtIe: Là m si è rotta la lampadina della cameretta cazzo
(15.23) ƒ α g i o ℓ α: e che fa? Io ho perso mio fratello, il mio viaggio in treno
(15.23)  ƒ α g i o ℓ α: il mio comodino, il mio film alle 4 di mattina,
(15.23)  ƒ α g i o ℓ α: il mio fruttivendolo, il mio odore che avrei dovuto avere addosso
(15.23)  ƒ α g i o ℓ α: il mio pizzaiolo impedito, il mio truffatore americano,
(15.23)  ƒ α g i o ℓ α: ho perso il mio parrucchiere, chi mi insegnava a giocare a poker
(15.23)  ƒ α g i o ℓ α:

il mio media player al telefono,e il 'mi asciugo i capelli ora torno'

 (15.23)  ƒ α g i o ℓ α:   il mio tatuatore sanguisuga, la mia sveglia alle sei
 (15.23)  ƒ α g i o ℓ α:   ho perso un anno e 4 mesi di non so cosa
 (15.23)  ƒ α g i o ℓ α:   ho perso il mio voler imparare un accento lontano
 (15.23)  ƒ α g i o ℓ α:   una lettera con su del succo di frutta e insulti
 (15.23)  ƒ α g i o ℓ α:   un ti amo detto senza cervello, un cappotto woolrich rosso sangue
 (15.23)  ƒ α g i o ℓ α:   i capelli sporchi e la non vergogna, il baciarsi da lontano come ebeti
 (15.24)  ƒ α g i o ℓ α:   l'alfa romeo e le occhiaie, il mio scrittore di libri su Londra anni '70 
(15.24) ƒ α g i o ℓ α:     ho perso il mio ragazzo, ho perso il mio migliore amico.
 (15.24)  ƒ α g i o ℓ α:   forse ho perso. Che ti fa se hai rotto una minchiata di lampadina?
 
 
 
che cazzo ridi Là?
Eh?
CHEC-CA-ZZOR-IDI?
July 25

commentiamoci su vah

Parliamo di Spagnoli, quelli che io affianco involontariamente ai calabresi e ai siculi. Bho,è che so tutti scuri e mangiano pane e pomodoro,almeno così mi ha detto qualcuno che c'è stato. Ragazzi, nella mia indifferentemente amata nazione iberica delle esse finali sta andando di moda un nuovo intervento di chirurgia estetica per diventare più alti. In cosa consiste? Beh, non è che ti fanno due gambe telescopiche a canna da pesca o ti mettono a mollo e poi ti stendono ancora tutto bagnato così ti allunghi come i maglioni. No. Il chirurgo spagnolo che io chiamerò per comodità Cosè Pirlon è riuscito a pensare di peggio. Cosa ti fa Pirlon? Ti fa un taglio sul cranio di 5 centimetri e ti infila tra pelle e osso una protesi di silicone. Uno spessore. Un microgradino. Una mezza pedana, un pezzo di Torrone, la cima di un panettone, tanto poi la cicatrice scompare sotto i capelli. Capito il pirlon? Ti alza da sopra. Ti fa il tetto mansardato. Invece di mettere roba sotto ai piedi te la mette sulla testa. Se poi dentro la testa non c'è niente ancora meglio… Praticamente ti imbottisce il cranio. Uno resta nano uguale ma con una capoccia enorme. Tipo Eta Beta. Basso ma col testone da Isola di Pasqua. Omer Simpson coi capelli intorno e la pelata in mezzo a punta che sembra un uovo di avvoltoio nel nido. Adesso tu dimmi. Spagna, terra di Picasso e Velázquez. Spagna patria di Ravel, Almodóvar, García Lorca e Buñuel :uno che ti piazza una mezza boccia sul crapone :pensa se ti va di sfiga e te la fai mettere a vent'anni perché sei tappo eppoi a 40 perdi tutti i capelli? Giri poi con una base spaziale in testa… No perché la pelle lì è sottile! Se ridi ti crepi in due come nei film dei mostri, spari tutto in orbita come fosse un uovo di alien. Mi è venuta fame .
July 22

voglio il premio letteratura moderna .

 
 
Paninazzo tonno e ketchup alle 3.29 a.m. 
(e cioè a notte fonda) .
L'ho mangiato sul balcone.
Scalza.
E ha appena piovuto.
22 luglio.
Freddo alle gambe.
Pigiama ascellare.
A quadretti.
Blu.
Dovevo scriverlo.
 
 
 ascolto    /    push   :   The Cure
 Sharon    /    Heineken? aaa si.  
July 20

le senti le vene? piene di ciò che sei?

Alla fine io abito a casa mia. E penso, penso. Dopo l'ospedale molte cose sono cambiate, e mi sto convincendo che quest'anno è molto diverso dall'altro precedente, e tutto ciò che farò emulando i tre mesi estivi sarà solo un'imitazione, un allungamento fuori tempo.La falsa tonsillite per non andare in piscina con mia zia e i tacchi mai messi, le discoteche scadenti sulla sabbia e il parlare al telefono all'alba con qualche amico/a ubriaco/a e le registrazioni telefoniche ascoltate d'inverno, in macchina, alla luce di una vodka alla fragola. Saperne di tutto sul pronto soccorso.Era flirt, inciuci, petecci e sgamate e azzardi.  Erano scorrazzate con lo scooter e la faccia appiccicata al materassino e gli insulti la mattina presto. Ne eravamo 4, una come me si svegliava a culo, l'altra puntualissima con tanto di doppio asciugamano e crema di ogni genere e capelli ordinati e spesa già fatta,e le altre due dormivano fino a perdere il pullman. Uno spettacolo unico. Vedevi due nane all'orizzonte della fermata che barcollavano,magre, pendenti dal lato della borsa mare, naturalmente :vuota.Caccole agli occhi, bava asciugata di lato alla bocca, le risate, la maglia arricciata, l'acqua calda al sole, le case abusive in cui mangiavamo con il sottofondo di una radio blu (e mezza rotta). (e senza antenna). La Vergin Radio. Era gossip e frappè tossici e acquisti mirati. Erano vesciche, vestitini e pelle rossi, prosecco-latte-birra, passeggiate e piedi storti per la pendenza della riva, gli ossi di seppia sotto e il bruciore della schiena su. Il 21 agosto, quella voce shockata al telefono. Ma senza piangere. I fiori da lontano e con la mente, una lettera. Renzo Arbore e organizzazione quella sera, l'abbraccio a tre e le foto ai nostri sederi per troppa la felicità, in mezzo alla folla. Andare al mare d'ottobre, i cuscini che emigravano da casa mia, il pessimo sugo preparato al suo arrivo.Era far sega a scuola per 2 giorni a inizio scuola, la sgamata di mia madre che io ero fuori regione. Il primo bacio di lui di notte, la puzza di canne, le lenzuola sparite, il biglietto del treno che ho ancora. Era l'estate che non è bella finchè non l'assaggi, e poi non puoi più farne a meno. Sto cercando di fermare quel sapore sulle labbra,il sapore delle caramelle alla liquirizia alle 21 di ogni sera, a casa sua, tra i saltelli di un cane sparito anche lui.Il tutto nei pochi minuti di una canzone. Ma lo sto facendo inutilmente. Questo intervento lo capiranno solo 4 persone fino in fondo. Lei, lei, la mia fagiola e lui .C'è chi non c'è più fisicamente. E c'è chi non c'è più. Auguri amici miei.
 
 
 
ascolto  /      canzone  : Vasco Rossi .
Sharon  /      bho
indosso  /     più coperte, di sicuro .
 
 
 
 NO COMMENT   please*   }
 
July 05

c'è la neve,c'è solo la neve nei miei pensieri,e mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare

     
 
 
 
 {...
          ho provato a telefonarti, non so nemmeno perchè. non volevo andare a dormire
          senza essere sicura di averti parlato, anche solo per mezzo secondo. c'è un silenzio q
          ua fuori, tossisco e sento il rimbombo sordo della mia voce tra le case, chiuse quasi a
          cerchio intorno alla mia. volevo parlarti, uscendo in terrazzo come facevo una volta, p
          er non svegliare i miei. volevo parlarti senza sapere cosa dirti. volevo dirti buonanotte
,         ed essere sicura che l'avresti ascoltata. ed essere sicura di averti ringraziato.
 
          ma forse è meglio così. Te lo dirò, te lo dirò urlandolo in un orecchio, magari ad un conc
             erto,magari senza voce .
                                                                ...}
 
 
 
ascolto   eppure sentire     /  Elisa
Sharon :    è su un'isola (S)
indosso:    un bel lenzuolone
June 13

.

'Si... Elswin... è il mio nome. Elswin.'
'Si, dottore'.
'No davvero, non ho paura. Parlo sempre così. E' la mia voce. Dice Padre Pluche che..'
'Grazie signore'.
'Non so. Le cose più strane. Ma non è paura, proprio paura... è un pò diverso...la mia paura viene da fuori, questo io l'ho capito, tu sei lì e ti arriva addosso la paura, ci sei tu e c'è lei...è così...c'è lei e ci sono anche io, e invece quel che succede a me è che d'improvviso io non ci sono più, c'è solo più lei...che però non è paura...io non so cosa sia, voi lo sapete?'
'Si signore'.
'Si signore'.
E' un pò come sentirsi morire. O sparire. Ecco: sparire. Sembra che gli occhi ti scivolino via dalla faccia, le mani diventano come le mani di un altro, e allora tu pensi cosa mi sta succedendo?, e intanto il cuore ti batte dentro da morire, non ti lascia in pace, e da tutte le parti è come se pezzi di te se ne andassero, non li senti più... insomma te ne stai per andare, e allora io mi dico devi pensare a qualcosa, devi tenerti aggrappata ad un pensiero, se riesco a farmi piccola in quel pensiero poi tutto passerà, bisogna solo resistere, ma il fatto è che... questo è davvero l'orrore... il fatto è che non ci sono più pensieri, da nessuna parte dentro di te, non c'è più un pensiero ma solo sensazioni, capite? Sensazioni... e quella più grande è una febbre infernale, è un tanfo insopportabile, un sapore di morte qui nella gola, una febbre, una morsa, qualcosa che morde, un demonio che ti morde, e ti fa a pezzi, una...'
'Scusate signore'.
'Si, ci sono volte in cui è molto più...semplice, voglio dire, mi sento sparire, si, ma dolcemente, piano piano... è l'emozione, Padre Pluche dice che è l'emozione, dice che non ho nulla che mi difende dall'emozione e così è come se entrassero direttamente nei miei occhi e nelle mie...'.
'Nei miei occhi, si'.
'No, io non me lo ricordo. Io so che sto male ma,...Alle volte ci sono cose che non mi spaventano, voglio dire, non è sempre così, l'altra notte c'era un temporale terribile, lampi, vento...ma io ero tranquilla, davvero, non avevo nè paura nè niente...Poi però basta un colore, magari, o la forma di un oggetto, o...o la faccia di un uomo che passa, ecco, le facce... le facce possono essere tremende, non è vero?, ci sono delle facce, ogni tanto, così vere, a me sembra che saltino addosso.
'Capite cosa voglio dire?'
'Ti urlano addosso, è orribile, non c'è modo di difendersi, non c'è.. modo..'
'L'amore?'
'Non credo'.
'Signore, non è una cosa proprio vera, e nemmeno molto falsa'.
'Certo signore'.
'Una malattia?'
'Si'.
'No, non ho paura. Di questo non ho paura, davvero'.
'Lo farò'.
'Allora...addio.'
'.....................'
'Signore...'
'Signore, scusatemi...'
'Signore, volevo dire che lo so che sto male e non riesco nemmeno a uscire da qui, ogni tanto, e anche solo correre per me è un qualcosa di troppo...'
'Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzirne ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse fare un male da morire, ma è vivere che voglio'.
'Addio'.
 
 
 
ascolto     /     Boris  :   Ligabue
indosso    /     pinocchietto e maglia, 
                       scoordinatissima nei colori,
                       e la maglia è da rammentare,
                       ma mi piace così
 
Sharon   /       si è fatta il bagnetto oggiiih   >__<
 
June 11

e non finisce mica il cielo, anche se manchi tu

 
Oggi l'infelicità si è scusata con me e mi ha fatto l'inchino
mi ha aggiustato bene il collo della maglia e tirato su i polsi della
camicia, un bel nodo ai capelli e poi mi ha baciata.
Ho sbagliato shampoo lavandomi con un liquido allo zafferano,
ho bruciato una piadina e ascoltato canzoni di Venditti.
Ho fatto poche domande e date altrettanti risposte, ho sentito
nausea, ma quella degli aerei bianchi quando cadono,
ho confuso il termine 'lasciar perdere', sia quando fa bene e quando
fa male.Ho sentito lui, mio fratello, così lontano perchè
non poteva più esserci a quest'ora dopo un incidente ed io non l'avrei saputo.
Non ho mai pregato per te, e ti ho sempre regalato i dopobarba
il giorno del tuo onomastico. Ti chiamo Carlo perchè mi
ricordi Verdone in una maniera impressionante, hai
avuto la mia stessa saliva per anni e hai ascoltato gli stessi
rumori del garage quando lo aprivano, sei riuscito
ad andar via da noi e ad estraniarti senza farci male. Non ti chia
mo perchè non ho che numeri fasulli di te e ti porto i miei saluti
col pensiero ogni volta entro nella mia stanza e penso che
era la tua. Ritorna. Anche se fa male. Ritorna a ridere con
me e a spruzzare nei piatti il limone su qualsiasi cosa,
ritorna con me a vedere la F1 di domenica, ritorna a confidarti
se non riesci a capire il Mondo.Sai io nemmeno l'ho mai toccato,
ma dicono che scotta ed è blu, e sa anche di Radiohead.
Leggi qui cazzo, leggi cosa ho da dirti. Abbracciami.
 
 
ascolto /   E non finisce mica il cielo : Mia Martini
indosso /  osso .
Sharon /   è andata via da un pò . 
 
       [ edit ]
                    mi hanno detto dei tuoi viaggi, mi hanno detto che stai male,
                       che sei diventato pazzo ma io so che sei normale.
                          Mi chiedi di partire adesso ,perchè i numeri e il futuro non ti fanno
                                preoccupare. Vorrei poterti credere.
                                                                                                                 [/edit]
 
 
 
June 07

'A cosa stiamo aspettando, madame?' _: 'che sia troppo tardi.

 
 
Mia cara amata,
sono arrivato al mare. Vi risparmio le fatiche e le miserie del viaggio:
ciò che conta è che ora sono qui. La locanda è ospitale:semplice, ma
ospitale. E' sul colmo di una piccola collina, proprio davanti alla spiag
gia. La sera si alza la marea e l'acqua arriva fin quasi sotto la mia fi.
nestra. E' come stare su una nave. Vi piacerebbe.
Io non sono mai stato su una nave. Domani inizierò i miei studi. Il po
sto sembra ideale. Non mi nascondo la difficoltà dell'impresa, ma Voi
sapete, -Voi sola, al mondo- quanto io sia determinato a portare a te
rmine l'opera che è stata mia ambizione concepire e intraprendere in
un giorno fausto di dodici anni fa. Ma mi sarà di conforto immaginarVI
in salute e in letizia d'animo.
Eddettivamente non ci avevo mai pensato prima: ma davvero non so
no mai stato su una nave. Nella solitudine di questo luogo appartato
dal mondo, mi accompagna la certezza che non vorrete, nella lontan
anza, smarrire il ricordo di colui che Vi ama e che sempre rimmarrà
V o s t r o.
 
                                                                                                     Ismael A. Ismael Bartleboom
 
 
 
 
 
 
 
 
Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano,
solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom .
Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua do
nna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia,ma col-
tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni,prende -
la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da r
accontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo u -
na scatola di mogano piena di lettere e dirle_'Ti aspettavo'. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando v
orrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni -
i giorni, gli istanti- che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semp -
licemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere, sorriderà dicendo
a quell'uomo_ : Tu sei m a t t o. E per sempre l'amerà .  
 
 
                           
                                                                                           
                                                   {       Oceano Mare .
 
indosso /  jeans e jugno.
ascolto / Giulio Cesare : Venditti
Sharon /  si è innamorata .ma di chi?
 
April 15

E' sempre l'ora del te' ma non abbiamo mai tempo per lavare le tazze

 
 
 
Ed io non avevo più voglia di tornare a casa. Il perbenismo della Francia ti sbatteva contro la frase 'io ho i soldi e tu no'. In viaggio ho portato con me un quadernetto rosso con su la copertina di un tizio che sparava una papera per buttarci su me stessa ma non ho fatto altro che piegarlo sulle ginocchia per poi farci su dei scarabocchi . Cinque giorni volati via, tra pub che ti sapevano di menta mischiata all'arancia e ristoranti pieni di calabresi. I francesi sono tutti magri e ben curati, le donne ad una certa età hanno tutte i capelli grigi e non si accaniscono a far sgomitare le loro ossa con quelle del tempo per sembrare più lisce. Il vetro del finestrino del pullman viveva del mio calore e io appoggiandomici per tutto quel tempo ero diventata piatta nel fianco sinistro:  mi sono fatta ben 1000 km con le zampe appese al sedile di fronte sonnecchiando e sgranocchiando qualsiasi cosa ci fosse di rosa e appiccicoso e di comprato negli autogrill, comprese le gommose a forma di foca. In stanza c'era odore del mio Black&Rose mischiato a quello della nutella di Sara e la mattina facevo colazione con l'aspirina. Monaco è esaltante e Sain Paul somiglia ad Alberobello.Entravamo in 5 in un negozio, tutti colorati e stupitdi, scrivendo nell'aria parole inventate per un un francese dalle labbra sottili e dalle gambe striminzite, tutto chiuso in una felpa sbiadita per poi  fingerci della Croazia o orfani o possessori dei 10. 000  utili per comprarci l'orologio della Guess in vetrina o qualche fegato.. . Ho trovato casa vuota ed un cane. Poi c'era mia madre e i suoi capelli alla Claudio Baglioni che sorridevano e che imploravano di salvarla dal suo ormai stato di stasi . Quattro piani vuoti. Il mio ometto è a Barcellona  _
 
 
 
 
 
                           
 
 
ascolto /    I wish you were here  -  Pink Floyd
indosso /  maglia verde acqua e marrone
Sharon /  è scomparsa nell'oceano
 
April 07

che ti si chiuderanno gli occhi e allora

In macchina. Cravatte scomode, tra occhi chiari e capelli neri che si mischiavano tutti sotto il coperchio di una golf nera, tra coscie e tacchi e rossetti evidenti. E' il matrimonio di mio fratello. Una festa dinamica, spontanea, pazza e colorata, fatta di rose e lacrime, di ricordi e brindisi, di moltissimi ragazzi che sembravano ancora adesso usciti dal liceo, ma ora più magri e con le voci rauche e qualche pensiero in più. Una marea di gente. Ballo. Conosco tutti più o meno e mi ci diverto.Un lento. Io non ho il ragazzo. MAnco io. Così ballo con GIovanna. MA davvero non cellai. Si. Ma mi piace uno. Chi. Lo conosci. Dillo allora. Lui. Ma va, lui. Eh. Solo che non può andare fra noi. Perchè... . Capisco. Ma non è una buona ragione sai. Dovresti andare avanti. Credici di più no. Ai il piede. Scusa sono una frana. Nono Giovy,sei bella. Lau eccolo là. Si lo so, balla con quella. E allora andiamoci vicino, vieni con me. Ti mostro come prenderti una cosa che vuoi. No Giovy, no. Balla scema. Trasgredisci. E' dietro di te. Ora ci penso io a sto gay.- Lui va via. Balla con Rossana e Leo adesso. -Rossana mi adora e appena mi vede mi urla- 'eeeei Laauraaa'. -Cazzo. Lui si gira con Leo. Viene da me e Giovy. Lei ride. Eccotelo. Giocatelo. E' tuo ora. Io scappo. No Giovy. -Ei ciao.- Ciao. Ei sentite io vado al tavolo un attimo, ballate voi due. -Giovy ti odio.- Okkei. Mi fissa. Noi due. Impossibile. Mi stringe a sè. Sento la sua pelle sotto la camicia. Il suo odore. I suoi zigomi battono sul laterale della mia testa ed io mi poggio sul suo petto. Gli stringo la mano. Lui me la stringe. Si balla così Laura. Non è una cosa che fa solo con te. Si balla così. Ci si stringe e basta. Giriamo attorno a noi stessi ed io mi sento imbarazzata ma al mio agio. Lui mi inizia a parlare. Piano. Alle orecchie. come si chiama sta canzone? Bo non saprei, dovrei ricordarmi.E' bella. Già. Oi Laura, chi l'avrebbe mai detto che poi alla fine ci ritrovassimo a ballare insieme. Vero, però niente è a caso. -e lui- Dici? Bo. -Sollevo il viso. Vedo il suo collo. Ha le mani morbide che sudano a tratti. Alzo il viso ancora di più. Il mio mento poggia con il laterale del suo.Sembra impossibile. -Ei cmq tua madre e tuo padre mi fissano. Tu lasciali guardare.- Vedevo mia madre che faceva segni strani. Lo so, lei non vuole che io frequenti tipi del genere. -Comunque io non sono adatto a te e lo sai. Si lo so. Beh ho un'altra storia in corso ma lo sai che non è per quello. Lo so. Io non sono uno con la testa al posto, io sono pazzo, io non voglio avere cose serie e se mi ci metto con te poi è seria come cosa. Capisco si. - coglione-. Finisce il lento. Ci dividiamo. tutti si schiacciano i piedi con un ballo di gruppo e lui non sa affatto ballare. Ride in maniera simpatica. Per la prima volta mi sa di buffo. Di insicuro. In macchina correva troppo. Leo era ubriaco. Rossana voleva vomitare.Ugly dormiva. Ed io urlavo in testa a lui perchè non continuasse a guidare in tal modo. Serenata. Cinquanta persone. L'appuntamento era al parco. Eppoi tutti sotto casa degli sposi. Chitarre, chiasso, canzoni sconcie, stonature e tapparelle dei vicini. Sorrisi. Saliamo su. Stanza piena. Lampadario rosso. Prosecco. Lucio Battisti. Gente a bizzeffe. Prosecco. stanchezza. Ad un certo punto Ligabue. La sua canzone. Mi viene un nodo. Io gliela dedico sempre questa canzone. Sempre. Ma non se ne ricorderà. Lui è uno che dimentica. Lui è in mezzo a tanta gente. Sei tu che vuoi? Ma in fin dei conti non ti frega niente. Tanti ti cercano. Si gira. Mi guarda. Spiazzati da una luce senza futuro. Lo guardo. Si è ricordato. Sorrido. Vorrebbero tenerti nel loro buio.
 
 
ascolto / piccola stella senza cielo : Ligabue
Sharon / dorme ad occhi aperti
indosso / tuta e felpa
April 03

And I'd give up forever to touch you

 

Ugly mi parla a raffica ed io rido tra il traffico di via Roma.  Qualsiasi cosa abbia a che fare con Roma è trafficata, solo perchè si chiama così.E' un aprile umido e col fazzoletto dietro per soffiarsi il naso.Golf nera che sfreccia. Uno che scende. Mi irrigidisco. Non può essere. Arriccio gli occhi anche se ci vedo benissimo. Mi nascondo abbassando lo sguardo. Ugly mi fissa sorridendo. Spero non mi veda. Si è lui. Si ficca in macchina e tutto sembra finito. Mi proiettavo già in una risata nervosa ed in un 'il corio non m'ha vista' . Ma. Apre la portiera, scende di nuovo. Mi fermo. Mi fissa. E urla a 30 metri di distanza 'Ei'. Cazzo. Ugly se la ride. Quando ride struscia col naso e le labbra le fa sbattere per poi rimetterle al posto. Il suo ciuffo si sposta e diventa ancora più bella. Io abbasso ancora una volta la testa ma con la convinzione che prima o poi dovrò rialzarla. Mi avvicino e lui nel frattempo misura i miei passi in maniera geometrica, magari scegliendo fra le varie sequenze quella da tenersi per sè, quella per ricordarmi. 'Mi dovevi chiamare, sai? Mi serve quella cosa'.'Io: si certo.Domani lo farò.'Lui:'okkei. Maa... Ciao Ugly come stai?' -Ugly si sposta il ciuffo e le tempie si fanno pallide. Non si sentiva inclusa nel duello. Lo fissava di profilo e le sarebbe bastato. Ed ora si ritrova coinvolta. 'Bene, te?'. Lui :'Oggi sono tornato'. Io nel frattempo spezzettavo il tempo, ne traevo dei secondi e come al solito mi sentivo impreparata nel caso si fosse girato di nuovo verso di me. Vedevo lui, i suoi capelli biondastri e i suoi zigomi sporgenti,i suoi denti bianchi e i suoi addominali che sprizzavano dalla maglia col collo a v. Jeans scuri.Voce da uomo. Si trascina tutte queste cose da venticinque anni e sembrano poco adatte a me, che ancora sono paffuta e con la voce che fa intercalari strani, passando dal dialetto ad uno strano italiano misurato. Le macchine suonano e lui chiude la portiera. Ritorna a me. Mi sbatte contro la sua estroversia e mi ride in maniera furba. Lui è quello che ora non ama più nessuna ma ci fa solo sesso. Io non sono fatta per lui. Continua a fissarmi, la cosa si fa pesante. E nel frattempo pensavo alla pace nel Mondo,alle lavanderie e a come fanno ad asciugare tutti quei panni, al colore dei panni e alle mani che li toccano. Cambio sempre discorso tra me e me, sfuggo dalla realtà e ci sto bene. E' come pomparti musica nelle orecchie mentre qualcuno ti urla. E il suo sguardo ghiacciato non mi stava leggero, mi sentivo bambina e inadatta, fredda ma non passiva, lui vedeva in me uno stato di stasi dinamico, ero ferma ma negli occhi correvo via. 'Mi chiami allora. Se proprio non vuoi spendere soldi ti chiamo io, basta che mi fai uno squillo'. Battuta deformatrice. Io non sono tirchia. Così stacco la musica e i ferri da stiro e i bimbi del terzo mondo per diventare ammortizzatrice della sua battuta. Faccio il giro e lui si ficca in macchina. Gli passo affianco e gli dico.. 'Questa è un'offesa,sai?'. E lui. Così impossibile. Decisamente perfetto. Bello perDio.MI fissa. Ancora. Decido di chiudergli lo sportello in faccia. Mi esce così. Trasformo il mio disagio in una violenza divertente. C'è chi la odia e chi la adora. Faccio sempre la parte del maschio insomma, quella che può vederti fare la doccia o quella a cui puoi dire se sei stato o no con quella. Lui mi fissa mentre mi allontano.Muove la testa come per dire 'non cambi mai'. Sorride. Un messaggio. Lui. 'Io li so leggere i tuoi occhi'. Solo che io.. bhe, io ho riununciato per sempre a toccarti.

 

      

 

Ascolto / Iris - Goo Goo Dolls

indosso / jeans e felpa turchese

Sharon / dorme russando.

 

March 25

un pò più nuovo, un pò più uguale

 
E' mezzogiorno. Non so mai perchè riesco a svegliarmi al perfetto orario in cui dovrei già essere ad una parte. Proprio a quell'ora.Proprio alle 12. Pantalone fuxia e gicca nera, esco di casa con un saluto sconsiderato a mia madre e vado via. A casa della pusher ci entro e la trovo che piange in pigiama,entro nella sua stanza piena di vestiti sparsi ovunque, top multicolori e pieni di merletti, che macchiavano quella sedia nei suoi angoli perchè ci erano poggiati su, e proprio in quel momento mi veniva in mente la diversità tra la sua e la mia vita, lei fidanzata ed io no. La mia camera è sempre lucente e ci passo sopra con il vetril e non piango mai per nessuno. Che poi non ho mai capito perchè in quella casa non si aprono le finestre ma si accendono le luci. E c'è sempre un odore di buono.Tento di ritrovare la nostra amicizia dispersa da giorni tra fraintendimenti e non chiamate mentre lei mi fissa con i suoi occhi pece e la risollevo prendendola con battute poco collaudate ma efficaci, con storie inventate e fantascientifiche, con la semplicità di sempre, girando ancora per la stanza e rivedendo certe nostre foto e souvenir di gita che lei mi aveva portato da tutte le parti del mondo e che io lasciavo a casa sua per dimenticanza per poi non riprendermeli più.Così ,dopo aver raccontato della mia fuga da un pub della sera prima, e dopo averle tirato su un pò di rimmel colante, trovo a scrocco il passaggio fino al mare visto che lei non può più accompagnarmici. C'era un lui e una lei e una pioggia che lentigginava la cappotta della macchina.Silenzi imbarazzanti, tanto che non avevo mai provato così interesse nel notare i segnali stradali o le cuciture del sedile di fronte. Ma è così. Quando vuoi che il tempo scorra e tu non ci sguazzi bene dentro inizi a pensare alle cose banali, a magari come fai il caffè e al fatto che non lo fai mai e così per perdere ancora tempo con te stessa e per non accorgerti che attorno a te c'è ancora il fampso silenzio di prima, ti prometti di farlo il giorno dopo quel caffè. O qualsiasi altra cosa. Il cielo dall'altra parte però era trasparente e appena arrivati a quella casa al mare ho visto uno sfacelo di gente e disordine, Ugly che sclerava coi suoi capelli sempre più biondi e con i suoi occhi ancora più belli. Poi ho visto tre tavoli e mille sedie, cenere per terra e mura impregnate di vino,ragazze truccate e simpatia, insalata, statuette di ceramica rotte e uno col labbro spaccato, schiuma spalmata come nutella su una fiesta argentata. E così, per sicurezza, andammo altrove. Ci ritrovammo per contrasto assurdo in una casa immensa piena zeppa di universitari con talmente tanti soldi che ci potevano ricostruire le loro sopracciglia con i pezzi da 50 messi uno di seguito all'altro, pizza e relax e savoir faire, un pianoforte molestato da gente ubriaca che sembrava urlasse declamando note stonatissime ,come del resto le voci che l'accompagnavano, voci contenute da esserini in giacca e camicia, con gli occhi storti e spenti, che ci fissavano come se noi fossimo dei loro amici e ci invitavano a cantare, ma avevamo talmente tanta fame che poco ci importava del loro sole o delle famose bionde trecce. C'era quest'aria da Natale e parenti, quella falsità e delicatezza, quel rispetto e quel dolce nei modi di fare che fa vomitare e mi sentivo di dover dare gli auguri a qualcuno per non so cosa. Scappiamo ancora una volta. L'aria è umida e il mare è lontano.Entro in macchina. Rivedo lì dentro i miei segni di serate mezze clandestine e poco programmate, rivedo noi più magri e più rilassati, più veri. Per strada cantavo e ridevo e mi auto analizzavo dall'alto. La vita cambia. E cambierà. Pensavo ad Ugly che st'estate andrà via a lavorare altrove, pensavo ai mille top della pusher e alla mia camera troppo pulita, ...pensavo. Sono viva abbastanza.
 
 
   
 
 
ascolto /  Ligabue : sulla mia strada
Sharon / dorme russando
indosso / panta jazz (??)
 
 
 
 
 
 
March 21

scarabocchio

Pasqua è seta dei vestiti e caldo non assillante, quello col sorrisino, quello che non da fastidio. Dio muore e tutti dicono di non mangiar carne, credendo che è questo il segreto per avere passione. In realtà quelli che fanno fortuna nel mondo sono i fornai e i parrucchieri e 'processare' per strada vuol dire avere i tacchi a spillo e poco importa il miserere e poco ci interessa del simbolo inghiottito da una statua sanguinante. Ho deciso. Una Pasqua la passerò lontana dalla Ferrero e dai fiocchi, andrò ad Isdraele con un aereo bianco e ci rimarrò per calpestare le pietre scavate.Lì non ci sono ossa nè seta, c'è solo dolore e ricordi, ma un ricordo soggettivo tratto dai film di Brad Pitt vestito come un mendicante e quell'idea di 'Lui' ci piace. Doveva essere un gran figone Gesù. Lì, ad Isdraele, c'è solo il Mondo che ci passa avendo paura. Dal telegiornale oggi sono stata colpita da un signore che sputacchiava dicendo in aramaico che quello è stato il viaggio più bello della sua vita. Io qui non vedo altro che un Papa in tivvù che manco porta la croce, coi capelli bianchi per anticipare forse il Natale a Pasqua; vedo pochezza e vedo mia nonna che fa i taralli. Più cresco più capisco che l'Italia non è adatta per la mia Pasqua. Io non riesco ad essere me stessa in questi periodi, non sto altro che a pensare non so a cosa con angoscia, come se fossi rincoglionita ma in maniera intelligente.Penso ad un uomo e dentro quest'uomo, chiodi , manco fosse un mobile,e penso ad una Lei straziata che piange mentre vede suo figlio scavato morire su una croce ormai bagnata;poi penso ai vestiti di seta del 2008, alle scampagnate al mare mangiando wustel e al momento in cui felici usciamo di casa per darci gli auguri come le galline con uova in mano -galline non solo per quello- eppoi nel frattempo però penso a chi si è ammazzato su due pezzi di legno per farci inventare i cellulari e per non farci andare in chiesa.Penso che il giorno di Pasqua, come tutte le feste d'altronde, lo passerò nel letto a collassare per non vedere casa vuota. Il 5 aprile si sta per avvicinare, dirò quel falso ciao a mio fratello che si sposa per poi mancarmi a morte. Poi parto. una settimana. E au revoir.
 
ascolto /  porcelain : RHCP
Sharon / dorme russando
indosso / jeans e su maglia del pigiama
 
 
 
 
                                                                                    
December 09

Forse ho capito chi è stato a chiudere la porta

                                                                                          


 E quel Natale, quando Gesù bambino mi ha portato la gru sbagliata, ricordi? La mamma è sbiancata e ha detto ‘cosa importa, una gru è una gru’.Non è vero niente.Ogni gru è una gru a se. Ci sono diecine di modelli diversi ma non è questo il punto. E se tu chiedi una gru hai in mente una gru precisa. E quella ti deve portare. Esattamente perché lui vede nella tua testa quella, la legge nei tuoi pensieri. Altrimenti che razza di Gesù bambino è? Io avevo pensato la seguente gru: alta e magra. Di metallo argentato, col suo braccio orizzontale e il suo braccio che pende. Lui invece mi ha portato un gru-cabina, cioè una cabina bassa e tozza di plastica blu, da cui un braccio parte, va verso l’alto ma è obliquo e per giunta lo spillone è giallo. E senza cestellino. Cogli la tragedia? Lì ho capito che nessuno ha la gru che vorrebbe. Cioè, scusa, la vita che vorrebbe. Anche se si danna l’anima e fa il diavolo a quattro. E sai perché? Perché non c’è mai nessuno che sia capace di leggerci nella testa. Oppure le sa leggere, ma se ne sbatte di quel che ha letto. Oppure è distratto e se ne dimentica. Non è questo il punto. Il fatto è che tu vuoi una gru e lui te ne manda un’altra. Allora a quel punto è meglio coltivare piante,no?E’ che di un albero ti puoi fidare.Tu vai, torni, e lui è sempre lì. E’ rimasto! Rimanere è una virtù che pochi hanno. Certo, per esempio, anche le case rimangono ma ci stupiscono di meno; e sai perché? Perché le case non muoiono. Gli alberiinvece si. E quindi vedere che sono rimasti ci riempie di meraviglia e anche di gratitudine verso la vita – o meglio – verso la morte che non se li è presi con sé. Io non vorrei andare via, io vorrei rimanere. Però solo con l’aiuto di qualcuno lassùh _
 
 
                                                                                                                                         [ una barca in mezzo al bosco ]



                                                                                                                 Lay down a list of what is wrong *
                                                                    The things you've told him all along ( shhh )
                                               And pray to God he hears you *
*                  And pray to God he hears you
 
 
 

2 Listen
3
Breathe
4 Imagine
5.
Let it go
6. Believe
7 Forgive
8 Hold still

9 Hold close
10 Amaze yourself
11 Remember
12 Make yourself secure
13
Make everyone secure
14 Take it back
15
Let it go
16
Dream
17
Fear
18
Talk to someone
19 Don't lie
20 Don't pretend
21
Trust yourself
22 Cry
23 Accept
24 Don't hurt yourself
25
Don't hurt anyone
26 Keep moving
27
Regret
28 Forget
29 Make peace
30 Make love
99    s  a  y    g  o  o  d  b  y  e

 

 


C 4 s P e r *



November 23

ventitre novembre

A su richiesta scrivo. Perchè si, mi piace. Un pacco di San Carlo e i pandistelle mangiati al parco con una delle mie migliori amiche al posto del pranzo mi piace; e mi piace anche non capire un cazzo troppo il sonno. Far finta di prendere appunti di filosofia alla prima ora, parlare quando non servirebbe, di fronte al mare, mi piace. Scrivo. Qualcuno vuole sapere che vita meno. Ma che ve frega? Mica è necessario? .. Voglio dire. Una volta che leggi che ti cambia. C'è un tizio qui nel pc che canta e mi graffia le orecchie. E' una canzone che ascoltavo un anno fa. Me la sono rimessa addosso come si fa con una sciarpa, sulla bocca come un rossetto. E non mi andava più bene.Non so se sto aspettando o se sono già entrata nella mia vita. Io sto metà in piedi metà seduta su una sedia bianca. E ogni persona che entra ed esce dalla porta della mia vita mi sorride o meno. E io in qualsiasi caso quella gente la guardo quasi per dire ,dandogli persino del lei, - 'sa qualcosa di Laura?'. Eppure la conosco quella gente, eppure mi ha respirato nella mente. Ma io l'ho persa e non me ne frega niente. Non mi manca. Non riesco a crederci. Io. Io che se mi fisso per bene mi posso far mancare anche un bicchiere con l’aranciata, vè.  Ed ora?. - 'Sa qualcosa?'- ' No '- .  Paolo Nutini cerca di rificcarmisi nel cuore. Waicanuigiast-ri-uaind, uaicanuigiast-ri-uaind.Sto tizio che canta mi sta stancando.Cambio canzone. E’ inglese, un tipo spelato, però canta bene. Sembra che canta con la cioccolata in bocca. Così dicevo io quando da piccola mi piaceva una voce. La cioccolata in bocca.Non so manco che nome c’ha. Ma buon per lui, l’ascolto.  Il mio style- scriptum è cambiato maidiar. E’ spensierato, allergico ai dolori, è come me. Non dormo da una settimana, non respiro da dieci giorni. E in questa condusione affiatata, tra aspirine varie per le mestruazioni e le ciabatte nuove, io non aspetto più nessuno su un binario di treno nè raccolgo coccinelle sulle maglie prima di dire addio.

 

 

 

 Ma alla fine? Ne valeva la pena? Dio Santo..come è irremediabilmente cambiata la mia vita. E' sempre l'ultimo giorno d'estate ed io sono rimasto fuori al freddo senza la porta per poter rientrare. Lo ammetto, ho avuto una buona dose di momenti intensi. Molti fanno grand progetti e intanto la vita gli sfugge dalle mani. Nel corso della mia esistenza ho lasciato brandelli di cuore qui e la, così tanto che non mi basta per tenermi in vita. Ma mi sforzo di sorridere,sapendo che la mia ambizione ha superato di gran lunga il mio talento _

 

 

                                                                                                                                                               dal film ' Blow '

 

  Casper

                                                                                             

October 21

questa è poesia . per me .

    

 

 


... Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
e se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno
si presenta l'inverno e ti piega i ginocchi
,
e tu ti affacci da dietro
quei vetri che sono i tuoi occh
i,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.
Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male
e nemmeno mi bruciano più
.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,

ed
ognuno
c'ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.

Chiamatemi     M i m ì


Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia
che domani va meglio, che vedrai, cambierà
.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare
,
come la lacrime tornano agli occhi
e ti fanno più male
,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.

Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto
"Vietato passare",

il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo,
e va bene cosi...

 

 



Mia MArtini muore il 12 maggio del '95.


 

   

August 11

San Lorenzo

                                    
 
 
Era piccola. Non appesa ad un filo… . Mi punzecchiava gli occhi facendomeli stringere un pochettino. E nel frattempo quella stella mi chiudeva ed apriva il cuore prendendomi in giro…Io sdraiata in jeans su un letto umido-bagnato… con tanti capelli e mani e gambe e sorrisi e smorfie e riflessioni e parole e canzoni e squarciagola e dolore e mancanza e felicità e lo stesso…man mano mi spostavo seduta sui miei occhi per vederne un’altra … .Come fanno le stelle a dirsi vicine e poi scoprire che la loro luce è già morta.. .Come fanno. Ci tradiscono facendoci credere di scottare ancora ma sono deboli,ormai spente.. in una galassia che non si sa se è quella nostra che creiamo… visto che nel cielo in quella magnifica notte ci vediamo continuamente il viso di chi non c’è più… o di chi non sai se c’è ancora.. . Sono tornata a casa volendo ancora più bene mio fratello,così garbato e gentile con me… e mi pento di non aver visto anche il suo viso lassù..a volte mi sembra così fragile… .Sono tornata a casa con un mucchio di urla in mano e tanta felicità. Con amicizia,con rispetto,con vodka nello stomaco. Nei miei occhi la pupilla era dilatata,e le stelle ci galleggiavano ancora.. .Ero nel letto. Non so perchè ho scritto stamattina. Di solito odio scrivere appena sveglia… ma che ne so. E’ come quel tè che ti bevi anche se non ne hai voglia solo perchè sai che è buono…granuloso è profumato sulla lingua… . Non so il sapore del cielo,del tè si. Ma so solo che ho un nodo in gola, sembra che tutti i respiri del Mondo siano dentro di me… me li ha messi una stella che è entrata negli occhi di di gente straniera… che chissà a cosa pensava… chissà a cosa sperava..Ho nei capelli ancora l’ esalazione di non so cosa..Ho solo un cuore che non  mi  funziona  bene.

                                           

                                                    Chissà se qualcuno mi ha pensata ...   

 

                                                                                                           

 
    
          Rosa rossa Casper